26.2.13

Pensieri erranti a CUBA


Cuba non é stato un viaggio, almeno non é stato un viaggio come lo si puo’ concepire nel modo classico del termine. E’ stata una immersione ad occhi aperti ed orecchie spalancate in un popolo che ha cambiato il suo destino rendondolo unico al Mondo per piu’ di 50 anni. Mi servivano immagini e parole per poter decifrare un rebus che avevo difficoltà a risolvere dalla lontana Europa. Queste pagine che ho messo insieme mi permettono, con foto e testi, di poter mettere a fuoco qualcosa che ho sentito nel mio cuore e fatto volare nella mia testa. Le parole sono sempre difficili da scegliere quando si tratta di riassumere in qualche linea un popolo, uno stile di vita oppure una nazione. Lo é ancora piu’ difficile se lo si vuole trovare durante un semplice, corto viaggio. C’é pero’ una parola, che nelle sue diverse sfaccettature,piu’ di tutte ha avuto un senso nel mio approccio alle immaggini di questo popolo: movimento. Il movimento, nelle sue diverse pensate, é il modo di essere dei cubani. Lo é il Movimento come moto fisico di un corpo, di queste membra che ma si arerstano, ne durante il giorno ne durante la notte. E’ Movimento delle composizioni musicali, che ritmano la vita di questa isola piu’ del semplice sorgere e cadere del sole. E’ il Movimento nel senso filosofico del termine, il divenire, lo scorrere senza fine della realtà, perenne nascere e morire delle cose, in particolare degli oggetti che su quest’isola sembrano non sparire mai, ma diventare inconsciamente baluardi di moderni concetti come il riutilizzo e il riciclo degli oggetti. Ed é infine il Movimento tout court del 26 di Luglio, il movimento che ha liberato l’isola dal neocolonialismo, il movimento che ha dato voce a tutti, cancellando il concetto di ineguaglianza del genere umano.

9.12.12

Volare a terra

Fabrizio Botta, Sarajevo, 2012

Oggi loro non volano, il cielo e' pieno di altri pensieri...chissa' se durante la guerra anche loro rimasero in un turbolento silenzio...

Riscoprire una citta' che sembrava morta

Fabrizio Botta, Sarajevo, 2012

Forse non pensavano, 20 anni fa, di poter godersi questo sole, di potersi anche solo concedere una passeggiata intima lungo il loro caro fiume. In cuor loro hanno sempre pensato che una pioggia di raggi solari potesse penetrare quell'orrible atmosfera che l'uomo stesso aveva manomesso...
Quell'ombrello forse non vorra' dire nulla per noi, ma forse per quella signora e' un'arma di difesa da una luce troppo forte che il buio della guerra aveva pervaso...

24.11.11

Untitled

Copyright Fabrizio Botta, 2011, Paris

Dans un monde où tout bouge si rapidement,
c'est plus facile ne pas prêter attention à ceux qui nous entourent:
c'est au final la condition de l'homme, profondément seul

13.11.11

Coordinate...


Copyright Fabrizio Botta
paris, 2011

E difficile che possano essere sulla stassa latitudine, se li guardi da londra vedi prima lui di lei, se li guardi da tunisi, vedi prima lei..il tempo li avvicinerà, non ci sarà piu' una prospettiva nella foto, ma una chiara disposizione uno di fianco all'altro, alla stessa latitudine...

La ragnatela


Copyright Fabrizio Botta, Venasca, 2011

Era solida la sua rete, nessun altro suo pari avrebbe potuto farlo cadere, solo una forza esterna al suo mondo...